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23
Apr
09

Il concertone è salvo, l’Abruzzo no. In Europa chiù pilu pe tutti

Il concertone del primo maggio, il pericolo alcol tra i giovani, il test dell’etilometro e i volti tv candidate alle elezioni europee, sono le notizie che ho commentato stamattina per voi su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire… le dico su Antenna”.

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primo_maggioPrimo maggio, il concertone è salvo
Dopo l’allarme dello scorso 2 aprile, quando si scoprì che mancavano circa 900 mila euro, in 20 giorni l’organizzazione è riuscita a trovare 750 mila euro.

alcolAlcol, secondo l’Istat 8,5 milioni di italiani a rischio
Sono quasi 8 milioni e mezzo gli italiani che bevono più di 3 alcolici al giorno (per gli uomini) e più di 2 (per le donne), secondo il rapporto Istat 2008

palloncinoRifiuti l’etilometro? 20 punti in meno dalla patente
All’automobilista che guida in stato di ebbrezza e si rifiuta di sottoporsi al test del palloncino, -20 punti dalla patente. Lo ha stabilito la Cassazione.

piluEuropee, attrici e miss candidate nel Pdl
A Roma un corso di formazione politica in vista delle europee. Tra le partecipanti Angela Sozio, Camilla Ferranti, Eleonora Gaggioli, Barbara Matera.

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16
Apr
09

Scuole chiuse e portafogli aperti… una tantum

La tassa sui redditi medio-alti, la decisione del sindaco di Isernia di chiduere le scuole non sicure, lo scandalo dei 730 d’oro nei Cafe  e il caseificio salvato dall'”adozione a distanza” dei clienti, sono le notizie che ho commentato stamattina per voi su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire… le dico su Antenna”.

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tremonti1Spunta la tassa sui redditi medio-alti
Nel decreto del governo spunta una tassa una tantum sui redditi medio-alti (dagli 80-100 mila euro in su) in grado di recuperare 5-600 milioni .

terremoto_abruzzo_2Scuole non sicure, il sindaco di Isernia le chiude
La protesta dopo il sisma in Abruzzo perché le aule non sarebbero a norma. Il primo cittadino alla ricerca di altri locali dove sistemare duemila ragazzi.

cafSindacati, lo scandalo dei 730 a peso d’oro
Per pagare meno tasse bisognerà pagare di più. L’ultima beffa arriva dai Caf. Farsi compilare il 730 costerà fino al 100% in più rispetto all’anno scorso.

parmigianoLa banca nega il fido, caseificio salvato dai clienti
Quasi mille famiglie del­le province di Bergamo, Bre­scia, Como, Lecco e Milano, hanno comprato in anticipo le forme di grana per salvare l’attività.

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30
Dic
08

Sicurezza sul lavoro, la paura fa novanta

tragedia-sul-lavoro-a-settimo-milanese-8Un lavoratore su due ha paura per la propria salute. Non c’è solo la crisi, il potere d’acquisto perduto, il timore di non avere più un posto fisso. A preoccupare i lavoratori italiani c’è anche lo spettro degli incidenti e delle malattie. Secondo un’indagine Istat, sono oltre 10 milioni gli occupati (pari al 44 per cento, su un totale di 23 milioni di lavoratori) che sentono di essere a rischio. Sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Dunque, incidenti e infortuni, ma anche mobbing e ritorsioni, sofferte soprattutto, dice l’Istat, dalle «donne che lavorano nella pubblica amministrazione, in particolare per le posizioni dirigenziali e quelle di più basso profilo (operaie e collaboratrici)».

L’indagine Istat si riferisce al periodo aprile-giugno 2007, quando gli infortuni sul lavoro sono stati 1 milione e 66 mila. A sentirsi maggiormente a rischio sono i lavoratori stranieri «in particolare per quelli di natura fisica (46,7% contro 36,7%) e in misura più lieve per quelli psicologici (19,1% contro 17,3%)». Il rischio percepito probabilmente è più alto perché sono gli stranieri a lavorare nei settori più colpiti da incidenti, quello manifatturiero, quello dell’edilizia e dei trasporti. Ma si sente molto in pericolo anche la categoria dei collaboratori «che con il 6,6% mostrano il valore più alto per quanto riguarda i fenomeni di prepotenza e discriminazione, elemento che evidenzia la debolezza della loro posizione contrattuale».

mortibianche01gA commentare questo dato inquietante è Lillo Oceano, della Cgil di Messina, secondo il quale «l’indagine conferma che c’è bisogno di più intervento sia normativo che di vigilanza e che tutti devono essere impegnati a raggiungere il condivisibile obiettivo europeo di “promuovere un vero benessere sul luogo di lavoro”».

Infine, un brutto presentimento: «Ci chiediamo – dice la sindacalista – quanti lavoratori e lavoratrici che hanno subito un infortunio, o che soffrono di una malattia di origine professionale, riusciranno a trovare lavoro se il Governo, come è intenzionato a fare, supererà il divieto di visita preassuntiva da parte del medico aziendale».(B.A)

26
Dic
08

Per salvare il lavoro dalla crisi basta regalare 10 giorni

foto-operaioPiace, sia di qua che di là. Ai politici e anche ai sindacati. Ultima apertura (in ordine di tempo) quella della Cgil; e così Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, fa subito sapere che la proposta – suggerita dal modello tedesco – «lavorare anche meno, pur di lavorare tutti» è anche la sintesi del piano del governo per salvare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi. E anche dall’opposizione arriva il plauso per questa proposta.

Sacconi sintetizza: «A differenza della Germania noi abbiamo già un robusto sistema di ammortizzatori sociali che ci consente di spalmare un minor carico di lavoro su più persone. Questa è la funzione della cassa integrazione a rotazione e non a zero ore, e della stessa cassa integrazione ordinaria». Sacconi inoltre conferma che il piano prevederebbe che una persona potrebbe lavorare quattro giorni e gli altri due restare in cassa integrazione, e spiega: «Sì,  si può andare in cassa integrazione per una parte della settimana e lavorare per la restante. Ma penso anche ai contratti di solidarietà». Questo «vuole dire anche -continua Sacconi- meno salario ma non dimentichiamoci che ci sarà l’integrazione del sostegno al reddito. Alla fine la perdita sarà minima». Chi non è d’accordo sembrano essere gli industriali del nord-est attraverso le parole di Andrea Tomat: «Altro che lavorare meno: questo è il momento di lavorare di più, e magari anche gratis per qualche giorno da regalare al Paese». La ricetta di Andrea Tomat, presidente della Fondazione Nordest e fra pochi giorni al vertice di Confindustria, è diversa da quella proposta dal governo e dal ministro Sacconi. Tomat invita a investire e non a frenare, ritenendo quindi più utile aumentare la produzione «lavorando dieci giorni in più per risanare i conti del Paese. E dunque, «se qualcuno pensa di lavorare meno a parità di stipendio, è fuori dalla realtà».Tomat ritiene che la crisi «sarà brutta» ma la reazione c’è già stata e ciò porta a credere «che non avrà effetti catastrofici».
Il prossimo presidente degli industriali del Veneto consiglia ai politici «di farsi sentire di più» mentre annuncia che gli imprenditori «tireranno fuori i denti».

Chissà cosa ne penserà l’ex socialista e  attuale ministro del lavoro Maurizio Sacconi, che incassa il placet della Cgil e soprattutto di Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione) e non quello – all’unisono – del partito di Emma Marcegaglia (B.A)




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