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19
Giu
09

La povera vecchia Italia tra corna, gelati ogm e referendum

I motivi del “sì”, del “no” e dell’astensione al referendum, l’Italia in mano ai sessantenni, il gelato all’ogm e i presunti tradimenti, sono le notizie che ho commentato stamattina per voi su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire… le dico su Antenna”.

Clicca sul tasto play per riascoltarle.

referendum_votoReferendum: i “sì”, i “no” e l’astensione attiva
A favore del “sì” è soltanto il Pd. Sostenitori del “no” sono Di Pietro e i radicali. Si astengono l’estrema sinistra, Udc, La Destra e l’Mpa.

lavoroL’Italia in mano ai sessantenni, i giovani dormono
I sessantenni hanno occupato tutto, ma i trentenni non si ribellano. Un’immagine che ben sintetizza la condizione di chi è giovane nel nostro paese.

gelatoIl gelato all’ogm che non si scioglie
La multinazionale Unilever potrebbe immettere sul mercato sorbetti transgenici con il 50% in meno di grassi e minori costi di produzione. Ed è già allarme.

cornaA cena con una collega? Per il giudice è infedeltà
Un giudice ha addebitato la separazione a un marito che aveva taciuto alla moglie la sua amicizia con una collega, anche se non c’era la prova dell’infedeltà.

votami-su-oknotizie

14
Gen
09

Pd-Mpa: io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…

geno_lomb

Si è riunita nel pomeriggio di lunedì, presso l’Hotel Jolly di Palermo, la tanto attesa Direzione regionale del Partito Democratico.

Ad aprire l’incontro la relazione del segretario regionale Francantonio Genovese che punta il dito, dalla prima all’ultima parola, verso il gruppo parlamentare del PD e le sue performance in Aula. Genovese ha elencato una serie di “no”: no ad “alleanze statiche” con il governo della Regione, «né consociativismi occasionali, né geometrie variabili». Ed ha illustrato la sua ricetta: «Convergenze su programmi concisi centrati su un principio di base: rivalutare l’immagine della Sicilia, migliorare la produttività del suo sistema economico, innalzare i parametri dell’infrastrutturazione, creare capitale umano e sociale».

Poi l’affondo: «Abbiamo l’esigenza – ha detto Genovese – di discutere senza reticenze, ma anche di procedere senza furbizie. Non bisogna superare la sottile linea di confine tra la collaborazione in nome del riformismo e l’inciucio sottobanco».

Ignoti nella forma, i destinatari della riprovazione, ma facilmente individuabili. Genovese ce l’ha con la conduzione del gruppo parlamentare al quale rimprovera, appunto, l’inciucio.

I voti favorevoli ad alcuni disegni di legge del governo, dunque, non sono stati il risultato di una valutazione politica sulla bontà delle proposte, né un diligente tentativo di approfittare delle divisioni del centrodestra per fare prevalere scelte dello stesso PD, ma accordi sottobanco.

Perciò sul rapporto col governo di Lombardo secondo Genovese «é necessario dire parole chiare senza sottintesi, ammiccamenti, messaggi trasversali».

La reazione irritata del Presidente del Gruppo parlamentare PD Antonello Cracolici non si è fatta attendere: «In tutti questi mesi il gruppo del Pd all’Ars non ha mai fatto da stampella al governo Lombardo: abbiamo sempre e solo lavorato su nostre proposte, che sono state votate in parlamento».

«Credo – ha sostenuto ancora Cracolici – che questo sia il ruolo dell’opposizione ed è inaccettabile che qualcuno abbia interpretato tutto questo facendolo passare per consociativismi o inciuci».

Ogni provincia è una polveriera con lotte intestine tra gli esponenti centristi da una parte e gli ex Ds dall’altra. Con questi toni, con queste accuse pesantissime, il futuro del Pd siciliano (non molto distante da quello nazionale) è fortemente a rischio. Bisogna mettere ordine e per questo qualcuno pensa a Sergio D’Antoni alla successione di Genovese. (B.A)

27
Dic
08

Isole Eolie senza collegamenti dal 1 gennaio 2009

foto-siremar

«Siamo alla vigilia di una crisi senza precedenti. Se le attuali disposizioni previste in finanziaria per il rinnovo del contratto di servizio fra Stato e Tirrenia per i trasporti marittimi dovessero essere applicate, la Siremar potrebbe dichiarare fallimento gia’ dal 1 gennaio del 2009». A pronunciare questa nefasta previsione è il segretario regionale della Fit Cisl Sicilia, Amedeo Benigno, per il quale i collegamenti via mare con l’arcipelago delle Eolie rischierebbero dunque di subire un gravissimo ridimensionamento. Infatti «con le attuali disposizioni – dichiara il sindacalista – saranno tagliate quattro rotte su cinque», e ben mille lavoratori della compagnia di navigazione potrebbero subire il licenziamento.

Il 31 dicembre 2008 scadrà la convenzione fra lo Stato e la Tirrenia. Sono attualmente in corso le procedure per il rinnovo, che tuttavia dovrà farsi carico e rispettare le disposizioni previste in finanziaria in merito al taglio delle tratte sociali, cioè quei collegamenti finanziati parzialmente da Roma. Pertanto, secondo Benigno «è necessario un tavolo tecnico fra ministero dei Trasporti, Regione e sindacati o sara’ troppo tardi».

«Le conseguenze immediate sono evidenti: Tirrenia scarichera’ i tagli sulle compagnie controllate, ovvero le societa’ di navigazione regionale. Per Siremar – conclude l’esponente della Cisl – si profila una sola tratta sociale con evidenti disastri per i collegamenti, per il turismo e per l’occupazione».

Nel frattempo si sono riuniti nei giorni scorsi, al comune di Lipari, diversi componenti del neo-nato comitato per mettere a punto e seguire passo-passo la sempre più drammatica situazione dei collegamenti marittimi Siremar, anche a seguito delle notizie a dir poco sconfortanti, giunte direttamente dalla direzione palermitana della Siremar che annuncia lo stop dei servizi il 14 gennaio prossimo.

«Nessuna notifica di proseguimento dei collegamenti, anche in maniera ridotta – ha dichiarato  il direttore della Siremar Pietro Giglio – è giunta alla nostra attenzione, e dunque al momento la situazione è questa”. Una situazione che sta creando sempre più allarme e demoralizza soprattutto gli operatori economici e turistici, oltre che gli amministratori comunali. Nel corso della riunione del comitato sono state valutate tutte le ipotesi di protesta da mettere in atto prima del 14 e per evitare quella che potrebbe essere la fine per le isole Eolie, ma anche per le altre isole minori siciliane. La decisione finale sarà presa all’unanimità dal comitato. Si dovrà decidere come procedere: una manifestazione dei sindaci a Roma legati con catene con i rispettivi gonfaloni a lutto, ed in concomitanza uno sciopero generale di tutte le attività a Lipari.

Il governatore suddista Lombardo e l’assessore Bufardeci dicano a che punto è il confronto con il governo nazionale sul futuro della Siremar e, in attesa che si definisca la privatizzazione della Tirrenia(voluta a tutti i costi dall’armatore Daponte – uno dei 16 furbetti del’aeroplanino CAI) , si attivi immediatamente per garantire continuità nei collegamenti con le isole Eolie; in quanto la condizione attuale dei collegamenti marittimi è già inadeguata alla domanda dei cittadini e degli operatori turistici.(B.A)




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