Posts Tagged ‘Economia

09
Mar
09

Il piano casa non convince e l’ora legale terrorizza i politici

Il “no” del partito democratico al “piano case” del governo, la legge ad concorsum per notai, i dubbi sull’ora legale e gli spot occulti in televisione, sono le notizie che ho commentato stamattina per voi su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire… le dico su Antenna”.

Clicca sul tasto play per riascoltarle.

piano_casaPiano casa, il “no” di Franceschini
Il segretario del Pd boccia la proposta di Berlusconi: «Altro che volano per far ripartire l’economia. La cementificazione  è un rischio per il Paese».

esamiQuella leggina fatta apposta per i notai bocciati
Dopo le leggi ad personam approda in Senato la legge ad concorsum per fare intervenire la politica laddove arriva la preparazione del candidato amico.

ora_legale_cuoreL’ora legale? Non è vero che fa risparmiare
Negli Usa al via da ieri, in Italia scatterà a fine mese. Ma è guerra di dati sui reali effetti economici. E poi ci sono le ricadute sulla salute.

caroselloRivoluzione in tv, arriva lo spot occulto
Mercoledì il via libera in Senato: spot in fiction, sport e quiz. Si chiama product placement. Il centrosinistra chiede di vietarla nelle trasmissioni per minori.

votami-su-oknotizie

20
Gen
09

Un anno da paura e le bugie di Tremonti

tremontiNon si tornerà indietro di soli due anni, come sostenuto qualche giorno fa da Giulio Tremonti. La recessione rischia di portare l’Italia indietro di quasi un decennio. Almeno dal punto di vista dell’occupazione il calo del prodotto interno lordo di almeno due punti percentuali rischia di far tornare il paese al 2001. Secondo le previsioni pubblicate da Eurostat, infatti, in Italia si dovrebbe passare dal 6,7% (stima) del 2008 all’8,2% dell’anno appena iniziato ed all’8,7% nel 2010 a politiche immutate. Otto anni fa circa la percentuale dei senza lavoro oscillata intorno al 7,9%. «Le previsioni della Ue confermano la profondità della recessione in corso. Invece di continuare a minimizzare le difficoltà, il Governo ed il ministro dell’Economia dovrebbero incominciare a prenderne atto e correggere una politica economica alimentata da logiche elettorali di breve periodo» ha affermato Stefano Fassina, consigliere economico del governo ombra del Pd. «È stato sbagliato completare l’abolizione dell’Ici, è stato sbagliato sperperare 4 miliardi per Alitalia, è stato sbagliato promuovere gli straordinari in un periodo di cassa integrazione esplosiva, è stato sbagliato eliminare le barriere all’evasione fiscale. Complessivamente – sostiene – il governo ha sprecato quasi Pil,un punto di Pil, 15 miliardi di euro, per il 2009, che avrebbe dovuto utilizzare, come insiste da giugno il Pd, per dare un’indennità di disoccupazione ai precari che perdono il lavoro, per sostenere i redditi da lavoro e da pensione, per garantire l’accesso al credito alle imprese, in particolare le micro e piccole imprese, per allentare il Patto di Stabilità Interno per i Comuni al fine di consentire loro di non bloccare la spesa in conto capitale. In sintesi, per sostenere la domanda effettiva e, quindi, il Pil, unica via per evitare il peggioramento della finanza pubblica». Nella pagina dedicata all’Italia si parla poi di «un aumento significativo», ma anche di un colpo di freno «all’incremento del costo del lavoro unitario, dopo la forte accelerazione registrata nel 2008». Il che tuttavia, secondo gli economisti della commissione Europea, «non migliorerà la competitività del paese visti gli attesi sviluppi dei tassi di cambio non propriamente favorevoli». I dati delle previsioni Ue sono preoccupanti e aggravati dalla sottovalutazione che ne ha fatto il governo. Lo afferma l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano (Pd), ora vice ministro del governo ombra. «I dati della Ue – afferma – evidenziano una situazione italiana preoccupante e negativa sia per quanto riguarda l’equilibrio dei conti sia per quanto attiene l’aumento della disoccupazione. Il governo a parole descrive risultati mirabolanti ma la realtà va in una diversa direzione. Gli effetti sono aggravati dalle sottovalutazioni del ministro dell’Economia». E per Bersani quella della Ue è «una sonora bocciatura della linea Tremonti. Ieri ho sentito il ministro Tremonti parlare di otto miliardi. Vorrei che qualcuno gli chiedesse dove sono questi otto miliardi, perchè per l’anno prossimo non ci sono otto miliardi. Sarà meglio trovarli».(L’Unità)

20
Dic
08

Per i bimbi pronti a spendere e spandere

482ecdc531dc0_zoom La moda dedicata ai più piccoli non arresta la sua avanzata e le famiglie non badano a spese pur di vestire il figlio con l’ultimo modello di sneaker firmate o gli occhiali da top gun come quelli del papà. Il mondo dell’infanzia è in fermento; nelle metropoli come nell’opulenta provincia spuntano nei centri commerciali e negli aeroporti negozi per bambini supergriffati con una missione dichiarata: far cassa accontentando piccoli col vizio del lusso, adolescenti logo dipendenti, e genitori che non sanno dire no, o che sono soliti ostentare lo status.

Così, anche se le nascite in Italia continuano a calare, cresce il comparto della moda-bimbo che studia tutto un mondo a dimensione baby, meglio se eticamente lussuoso.Maglie anallergiche e in cotone biologico non trattato chimicamente, scarpine senza cuciture interne, tessuti skincare che fungono da filtri solari, e cashmere pregiato coniugato dal girocollo come quello del padre alle pantofole.

«Abbiamo implementato e sviluppato la linea bambino grazie all’accordo con la Mafrat, azienda specializzata nella produzione di capi per bambini, e questo perché il successo nelle vendite dei capi in cashmere e materiali nobili ha superato ogni aspettativa. Infatti la linea è passata da 0-6 mesi fino a 0-14 anni»commentano dal quartier generale di Malo, marchio che da sempre ha fatto dei filati pregiati un segno distintivo.
Ora che il mercato-bimbo si è rivelato spesso prezioso per compensare l’impasse della moda, sono molti i marchi che affollano l’area. Il nome Giorgio Armani è però presente dall’83 con la linea Junior, un precursore. «Mi piace osservare i bambini, vedere come giocano e si muovono per la strada. Con la loro ingenuità e l’inarrestabile vitalità mi suggeriscono da sempre collezioni molto variegate, per mille occasioni diverse: scuola, gioco, sport, i primi incontri sociali. Dedico molta attenzione alle forme, ma anche ai materiali, che devono essere morbidi, resistenti e molto pratici» dice lo stilista.
Altro marchio da villaggio globale, Dolce&Gabbana: i due stilisti firmarono il corredino della figlia di Madonna, e nel 2001 hanno creato la collezione D&G Junior. Una linea ispirata ai più piccoli, che segue le collezioni D&G con un uso creativo del colore, con ingenuità e freschezza” racconta Cristiana Ruella, direttore generale del gruppo. «Nel 2008 le linee D&G Junior si sono dimostrate una fetta importante per la maison arrivando al 12 per cento del totale delle vendite wholesale, con una crescita di quasi il 30 per cento rispetto all’anno precedente. Nonostante la linea Junior rappresenti già un business significativo, per il 2009 è prevista un’ulteriore crescita del 15 per cento»continua Ruella, che ammette che è la fascia lusso a trainare il segmento con abitini in tulle che superano i 400 euro.

Le collezioni dedicate si trasformano così in linee miniaturizzate, clonazioni del guardaroba di mamma e papà. E in Italia le antenne del fashion business da 0 a 14 anni sono tutte puntate sul prossimo Pitti Bimbo di gennaio (dal 22 al 24), la fiera dedicata al mondo dell’abbigliamento per bambino che si svolge due volte all’anno a Firenze, per presentare le novità di stagione come avviene per la moda uomo e donna.
«Nonostante una situazione diffusa a livello internazionale di consumi calanti e congiunture economiche negative nei paesi più importanti, a Pitti Bimbo il dinamismo del childrenswear si è percepito in modo chiaro: molto apprezzati i nuovi progetti ecologici e le ricerche di materiali tecnici nelle collezioni, segno che il settore sta evolvendo molto in termini di qualità produttiva, nei servizi e nelle modalità di consumo» afferma Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine.

I dati Smi, Federazione tessile e moda, sembrano confermare la tesi di Napoleone visto che il 2007 si è rivelato un anno positivo per il comparto dell’abbigliamento junior, che ha così proseguito il recupero iniziato nel 2005. Il fatturato ha superato i 2,6 miliardi di euro, registrando una crescita del 4,6 per cento, ben superiore rispetto ai ritmi sperimentati dal segmento abbigliamento nel suo complesso (+3,4 per cento).

Avvisati i genitori: sarà duro dire no alla vanità delle bambine e al machismo dei maschietti, senza contare la tentazione di vestire i propri figli con pezzi che noi amiamo, uguali ai nostri, ma in miniatura. (B.A.)




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