Posts Tagged ‘bersani

20
Gen
09

Un anno da paura e le bugie di Tremonti

tremontiNon si tornerà indietro di soli due anni, come sostenuto qualche giorno fa da Giulio Tremonti. La recessione rischia di portare l’Italia indietro di quasi un decennio. Almeno dal punto di vista dell’occupazione il calo del prodotto interno lordo di almeno due punti percentuali rischia di far tornare il paese al 2001. Secondo le previsioni pubblicate da Eurostat, infatti, in Italia si dovrebbe passare dal 6,7% (stima) del 2008 all’8,2% dell’anno appena iniziato ed all’8,7% nel 2010 a politiche immutate. Otto anni fa circa la percentuale dei senza lavoro oscillata intorno al 7,9%. «Le previsioni della Ue confermano la profondità della recessione in corso. Invece di continuare a minimizzare le difficoltà, il Governo ed il ministro dell’Economia dovrebbero incominciare a prenderne atto e correggere una politica economica alimentata da logiche elettorali di breve periodo» ha affermato Stefano Fassina, consigliere economico del governo ombra del Pd. «È stato sbagliato completare l’abolizione dell’Ici, è stato sbagliato sperperare 4 miliardi per Alitalia, è stato sbagliato promuovere gli straordinari in un periodo di cassa integrazione esplosiva, è stato sbagliato eliminare le barriere all’evasione fiscale. Complessivamente – sostiene – il governo ha sprecato quasi Pil,un punto di Pil, 15 miliardi di euro, per il 2009, che avrebbe dovuto utilizzare, come insiste da giugno il Pd, per dare un’indennità di disoccupazione ai precari che perdono il lavoro, per sostenere i redditi da lavoro e da pensione, per garantire l’accesso al credito alle imprese, in particolare le micro e piccole imprese, per allentare il Patto di Stabilità Interno per i Comuni al fine di consentire loro di non bloccare la spesa in conto capitale. In sintesi, per sostenere la domanda effettiva e, quindi, il Pil, unica via per evitare il peggioramento della finanza pubblica». Nella pagina dedicata all’Italia si parla poi di «un aumento significativo», ma anche di un colpo di freno «all’incremento del costo del lavoro unitario, dopo la forte accelerazione registrata nel 2008». Il che tuttavia, secondo gli economisti della commissione Europea, «non migliorerà la competitività del paese visti gli attesi sviluppi dei tassi di cambio non propriamente favorevoli». I dati delle previsioni Ue sono preoccupanti e aggravati dalla sottovalutazione che ne ha fatto il governo. Lo afferma l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano (Pd), ora vice ministro del governo ombra. «I dati della Ue – afferma – evidenziano una situazione italiana preoccupante e negativa sia per quanto riguarda l’equilibrio dei conti sia per quanto attiene l’aumento della disoccupazione. Il governo a parole descrive risultati mirabolanti ma la realtà va in una diversa direzione. Gli effetti sono aggravati dalle sottovalutazioni del ministro dell’Economia». E per Bersani quella della Ue è «una sonora bocciatura della linea Tremonti. Ieri ho sentito il ministro Tremonti parlare di otto miliardi. Vorrei che qualcuno gli chiedesse dove sono questi otto miliardi, perchè per l’anno prossimo non ci sono otto miliardi. Sarà meglio trovarli».(L’Unità)

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26
Dic
08

Per salvare il lavoro dalla crisi basta regalare 10 giorni

foto-operaioPiace, sia di qua che di là. Ai politici e anche ai sindacati. Ultima apertura (in ordine di tempo) quella della Cgil; e così Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, fa subito sapere che la proposta – suggerita dal modello tedesco – «lavorare anche meno, pur di lavorare tutti» è anche la sintesi del piano del governo per salvare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi. E anche dall’opposizione arriva il plauso per questa proposta.

Sacconi sintetizza: «A differenza della Germania noi abbiamo già un robusto sistema di ammortizzatori sociali che ci consente di spalmare un minor carico di lavoro su più persone. Questa è la funzione della cassa integrazione a rotazione e non a zero ore, e della stessa cassa integrazione ordinaria». Sacconi inoltre conferma che il piano prevederebbe che una persona potrebbe lavorare quattro giorni e gli altri due restare in cassa integrazione, e spiega: «Sì,  si può andare in cassa integrazione per una parte della settimana e lavorare per la restante. Ma penso anche ai contratti di solidarietà». Questo «vuole dire anche -continua Sacconi- meno salario ma non dimentichiamoci che ci sarà l’integrazione del sostegno al reddito. Alla fine la perdita sarà minima». Chi non è d’accordo sembrano essere gli industriali del nord-est attraverso le parole di Andrea Tomat: «Altro che lavorare meno: questo è il momento di lavorare di più, e magari anche gratis per qualche giorno da regalare al Paese». La ricetta di Andrea Tomat, presidente della Fondazione Nordest e fra pochi giorni al vertice di Confindustria, è diversa da quella proposta dal governo e dal ministro Sacconi. Tomat invita a investire e non a frenare, ritenendo quindi più utile aumentare la produzione «lavorando dieci giorni in più per risanare i conti del Paese. E dunque, «se qualcuno pensa di lavorare meno a parità di stipendio, è fuori dalla realtà».Tomat ritiene che la crisi «sarà brutta» ma la reazione c’è già stata e ciò porta a credere «che non avrà effetti catastrofici».
Il prossimo presidente degli industriali del Veneto consiglia ai politici «di farsi sentire di più» mentre annuncia che gli imprenditori «tireranno fuori i denti».

Chissà cosa ne penserà l’ex socialista e  attuale ministro del lavoro Maurizio Sacconi, che incassa il placet della Cgil e soprattutto di Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione) e non quello – all’unisono – del partito di Emma Marcegaglia (B.A)




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