Archive for the 'Economia' Category

01
Gen
09

Li chiamano Bond… Tremonti Bond!

tremonti

Qualcuno li chiama già i Tremonti bond. Si tratta di obbligazioni speciali emesse dalle banche che il ministero del Tesoro si è detto pronto a comprare. Lo scopo è, come noto, quello di permettere che il sistema bancario italiano si mantenga ben patrimonializzato e soprattutto che non scarichi gli effetti della crisi sull’economia reale (non troppo almeno).

In pratica il Tesoro, più che le banche che hanno più volte ribadito di stare bene così, vuole aiutare le imprese: per farlo deve però evitare una stretta del credito. D’altra parte, molte cose testimoniano che l’attenzione è concentrata sulle piccole e medie imprese. Tremonti ha detto, per esempio, di avere previsto dei centri di controllo collegati alle prefetture che dovranno verificare che gli eventuali finanziamenti per le banche finiscano davvero nell’economia. Il pagamento dell’Iva all’incasso, invece che alla fatturazione per le aziende con meno di 200 mila euro di ricavi è un altro intervento in favore delle piccole imprese.

Le banche potranno emettere le obbligazioni per il Tesoro se vorranno rinforzare il proprio tier 1 e queste obbligazioni non avranno diritti di voto, né saranno necessariamente convertibili. Chiaramente lo Stato non presta questi soldi per niente, anzi punta a ricavare profitti dall’eventuale sottoscrizione di queste obbligazioni. Poiché i fondi pubblici saranno ricavati in buona parte dall’emissione di debito pubblico (ossia di BOT, BTP etc.) il Governo conta di guadagnare dalla differenza tra gli interessi sui titoli di Stato e quelli sulle obbligazioni bancarie sottoscritte.

I finanziamenti eventuali alle banche saranno possibili dal 1 gennaio per  12 mesi e la Banca d’Italia e gli osservatori economici, presso le prefetture, vigileranno sul loro funzionamento.  Sarà così??? (B.A)

24
Dic
08

L’Euribor scende sotto il 3% e l’Arcigay si rivolta contro Povia

I tassi interbancari in discesa, l’appaltopoli napoletana, il crack Madoff e la rivolta dell’Arcigay contro Povia, sono le notizie del giorno che ho commentato stamattina su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire…”.

Clicca sul tasto play per riascoltarle.

GERMANY DAX

L’Euribor sotto il 3%. Giù il tasso che guida i mutui
Buone notizie per i consumatori. I tassi interbancari con scadenza tre mesi sono scivolati sotto la soglia del 3% per la prima volta dal 2006 raggiungendo il 2,99%.

dipietro01

Appaltopoli, parla Antonio Di Pietro
Il leader Idv sull’inchiesta di Napoli:  «Non c’è figlio che tenga, i magistrati vadano avanti su tutto». E sulle intercettazioni: «Sono un strumento necessario».

madoffCrack Madoff, suicidio a New York
Il crack Madoff da 50 miliardi di dollari ha fatto la prima vittima. Si è tolto la vita l’amministratore di una finanziaria che aveva in gestione 1,4 miliardi di dollari.

povia1Sanremo, è già polemica. L’Arcigay contro Povia
Secondo l’Arcigay la canzone di Povia, “Luca era gay”, conterrebbe posizioni omofobe e per questo motivo l’associazione è pronta a bloccare il Festival.

23
Dic
08

Sei stato nominato! Un Grande Fratello per scovare gli evasori

soldi_magoOtto pagine, 12 articoli, un allegato tecnico, qualche tabella e un titolo : “Convenzione tra Inps e Agenzia delle entrate”.

Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua e il direttore dell’agenzia delle Entrate Attilio Befer assicurano una nuova concreta stagione della lotta all’evasione; e siccome Inps ed Agenzia delle Entrate fanno affluire ogni anno nelle casse dello Stato un fiume di circa 620 miliardi di euro tra gettito erariale e contributivo (cioè qualcosa come più di un terzo del prodotto interno lordo dell’Italia), se insieme si spendono in un’affermazione così pesante ed impegnativa, forse è opportuno prenderli sul serio.

Inps ed Entrate a cui si affianca Equitalia, la società della riscossione tributaria, finalmente decidono di parlarsi e di fare fronte comune contro gli evasori. Detto in modo un po’ scontato, diventano il Grande Fratello antievasione d’Italia. Vista da questa angolazione la novità può risultare davvero dirompente.

Nei database dei due enti ci sono i profili di milioni di soggetti, persone fisiche ed imprese, miliardi di dati su redditi, dichiarazioni fiscali, contratti di appalto, risultati di accertamenti e verifiche, codici di conti correnti, presenze di collaboratori domestici, patrimonio, case, terreni, auto, imbarcazioni, partite iva, vita delle imprese, passaggi di proprietà, numero di dipendenti, contributi versati. Un bendiddio di notizie da mandare in sollucchero qualsiasi centrale di intelligence del mondo, un tesoro di informazioni che se ben raffrontate ed incrociate possono davvero far male agli evasori. Finora quei dati sono stati in sonno, utilizzati poco e male. L’Inps aveva le sue schede raccolte ed elaborate fin dai tempi in cui presidente era Gianni Billia, e se le teneva strette. L’Agenzia idem.

Stessa solfa per le ispezioni, 150 mila circa quelle dell’Inps, 115 mila delle Entrate. Finora ognuno lavorava per sé e le informazioni raccolte con fatica sul campo e con costi spesso notevoli restavano rigorosamente separate, quasi mai tempestivamente incrociate. Ora anche il lavoro degli ispettori è concordato e diventa patrimonio comune.

Lo scambio di notizie, che era l’eccezione, ora diventa la regola. La novità sembra piacere anche ad altri pezzi della macchina statale. Per esempio i dirigenti dell’Inail hanno già fatto informalmente sapere che vorrebbero essere della partita e non è affatto escluso che possano diventare in tempi brevi il terzo soggetto dell’accordo. Ed anche questo è un fatto dirompente per la sonnacchiosa macchina statale se si considera che finora Inps ed Inail, due enti se non proprio fratelli quanto meno parenti stretti, si sono di fatto quasi ignorati, come se appartenessero a due galassie diverse.

Nei prossimi mesi vedremo se e quanto la scelta effettuata darà davvero i risultati sperati assestando un colpo significativo all’evasione fiscale e contributiva.(B.A)

21
Dic
08

I Tassi sui mutui diminuiscono, ma non lo spread.

stor_13871811_43310Il calo dei tassi di interesse porta con sè una “dote” insperata per le famiglie italiane, un bonus che può arrivare fino a 3.400 euro all’anno. A tanto ammonta il risparmio a vantaggio di chi ha contratto un mutuo a tasso variabile, calcolato fra il momento di massimo rialzo dell’Euribor e il valore attuale. Secondo le associazioni dei consumatori le banche non trasferiscono però sui clienti tutti i vantaggi della discesa dei tassi di interesse, con l’Abi che ricorda invece come gli spread dei mutui in essere siano fissati dal contratto e quindi impossibili da modificare.

Il picco dell’Euribor a tre mesi è stato toccato il 9 ottobre scorso al 5,39%: a quei valori la rata di un mutuo da 200.000 euro a 30 anni (a tasso variabile con uno spread dell’1%) aveva raggiunto un massimo di 1.250 euro al mese. Oggi, dopo 50 sedute di cali consecutivi e l’Euribor sceso al 3,08%, la stessa rata vale 964 euro, con un risparmio di 286 euro al mese, pari a 3.432 euro l’anno. Se i risparmi sono più consistenti per mutui di lunga durata ed importo elevato, non sono certo da trascurare quelli su mutui a durata e importo minori: su un finanziamento da 100.000 euro a 20 anni il risparmio è di “soli” 129 euro al mese (dai 739 euro di ottobre, la rata è scesa a 610 euro), pari comunque a 1.548 euro all’anno.

Per chi accende un nuovo mutuo, però, rimane l’incognita spread, ovvero la maggiorazione applicata sul tasso Euribor, che varia in maniera decisa da banca a banca. Attraverso le simulazioni di MutuiOnLine, si nota come gli spread applicati su un mutuo da 100.000 euro a 20 anni varino da un minimo dello 0,52% ad un massimo di un +1,39%. Con una rata che di conseguenza può passare da 585 a 631 euro, con una differenza di 46 euro al mese e 552 euro in un anno. Ed è proprio su questo punto che si concentrano i consumatori:«Le banche continuano a manovrare a proprio piacimento gli spread, che adesso continuano ad aumentare» in modo da «conservare elevati i propri guadagni», dichiarano Adusbef e Federconsumatori, sottolineando che i risparmiatori italiani sono già costretti a «pagare sul mutuo uno 0,54% in più rispetto alla media europea». Alla fine di un mutuo di 100.000 euro a 30 anni, spiegano le sigle, «un mutuatario dovrà pagare 14.000-16.000 interessi in più».

Gli spread sui mutui in circolazione sono definiti dal contratto e, pertanto, non possono essere oggetto di variazione, se non ristrutturando il finanziamento, rispondono dall’Abi. Sui nuovi mutui, invece, sottolineano, come non sia «incoerente» che in una fase caratterizzata da elevata rischiosità come questa gli spread vengano ritoccati al rialzo. Con il crollo della produzione industriale aumenta il rischio di fallimento delle imprese e con esso anche quello associato ai lavoratori impiegati nelle stesse, che possono vedere il proprio reddito ridotto a causa della cassa integrazione o addirittura azzerato in caso di licenziamento.(La Stampa.it)




Radio live streaming

Clicca sul logo per ascoltare Radio Antenna dello Stretto in streaming

live

Amatoblog podcasting

Clicca sul logo per ascoltare le notizie commentate da Beppe Amato nel corso di “Non le mando a dire…”, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 12 alle 14, su Radio Antenna dello Stretto

live

mi trovi anche su:

Profilo Facebook di Beppe Amato

Post del mese

dicembre: 2019
L M M G V S D
« Ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Statistiche di Amatoblog