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Feb
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FB(I) è pronto a vendere i dati dei suoi utenti

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Facebook, il più importante social network a livello mondiale, intenderebbe mettere sul mercato le informazioni che possiede sui suoi 150 milioni di utenti. Le aziende, poi, potrebbero utilizzarle per condurre le loro ricerche di marketing. Secondo il Guardian alcune società hanno già effettuato su campioni mirati scelti fra gli utenti di Facebook alcuni sondaggi per determinare, in base ai contenuti pubblicati sulle pagine, i gusti e i profili dei potenziali clienti. Questa operazione, spiega il quotidiano britannico, avrebbe infuriare i sostenitori della privacy.

La scorsa settimana, Mark Zuckerberg, il ventiquattrenne fondatore e amministratore delegato del social network, ha spiegato al Forum Economico Mondiale di Davos come i siti di community possano essere usati per effettuare sondaggi su gruppi specifici di utenti.

Zuckerberg ha posto delle domande agli utenti palestinesi e israeliani sul conflitto medio orientale e sulle eventuali soluzioni per arrivare alla pace. Ha ottenuto risultati in pochi minuti. Sempre con lo stesso metodo ha anche intervistato più di centomila americani, chiedendo se la linea di Obama fosse efficace per affrontare la recessione e far rinascere il Paese. Due persone su cinque hanno detto che le misure adottate dalla nuova leadership non avrebbero migliorato la situazione.

Dunque, dice il Guardian, dare la possibilità a grandi holding di utilizzare i dati di un così vasto pubblico, come quello che raccoglie Facebook, significherebbe ridurre i tempi per le ricerche di mercato della aziende e ridurrebbe il budget necessario per l’attivazione dei focus group, fino ad oggi l’unico modo per conoscere le esigenze dei clienti su un determinato prodotto.

Il noto blogger Robert Scoble intravvede invece un altro model business all”interno nella piattaforma, legato alla pubblicità che compare sul social network. Con i dati accessibili da Facebook si possono monitorare gli stati d’animo e i sentimenti degli utenti, spiega Scoble, e, in questo modo, è più facile individuare i potenziali interessi di un pubblico su un determinato tipo di prodotto. Su Facebook è già permesso agli inserzionisti di scegliere i gruppi di utenti a cui far visualizzare la pubblicità, scremando il pubblico in base all’età e al genere.

Inoltre lo scorso anno Facebook ha lanciato lo strumento “Annunci”, ancora in fase di sperimentazione da parte di alcune aziende tra cui AT&T and CareerBuilder.com. La privacy, spiegano i blogger, potrebbe essere conservata senza rinunciare al business.


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