Archivio per 14 gennaio 2009

14
Gen
09

Incertezza della pena o incertezza della penna?

La revoca del carcere duro al boss Ganci, la burocrazia universitaria, le difficoltà della Riforma Gelmini, gli illustri evasori e una ricerca inglese sulla ricerca del successo, sono le notizie che ho commentato stamattina per voi su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire…”.

Clicca sul tasto play per riascoltarle.

capaciRevocato il carcere duro al boss Mimmo Ganci
Lo ha deciso il tribunale di Roma. Deve scontare diversi ergastoli per alcune stragi (tra cui quella di Capaci del ’92) e delitti eccellenti compiuti in Sicilia.

uni_torinoA Torino 12 giorni per un esame universitario
Uno studente di Fisica al dodicesimo giorno di coda per compilare un carico didattico. L’Università di Torino bloccata dalla burocrazia elettronica.

scuola_gelLa scuola della Gelmini sempre più incerta
Inizio d’anno nel segno dell’incertezza: si attendono indicazioni su come applicare tutte le modifiche introdotte. E anche la Cisl chiede un incontro urgente.

valentinoEvasione, il fisco multa Valentino
Lo stilista deve 33 milioni di euro. Gli verrebbe contestata la residenza a Londra come fittizia. Nel mirino anche i cantanti Little Tony e Umberto Tozzi.

mani2Il successo è scritto nelle mani
Chi ha l’anulare più lungo dell’indice ha più probabilità di diventare ricco. Ne sono convinti gli scienziati dell’università di Cambridge (Gb).

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14
Gen
09

Pd-Mpa: io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…

geno_lomb

Si è riunita nel pomeriggio di lunedì, presso l’Hotel Jolly di Palermo, la tanto attesa Direzione regionale del Partito Democratico.

Ad aprire l’incontro la relazione del segretario regionale Francantonio Genovese che punta il dito, dalla prima all’ultima parola, verso il gruppo parlamentare del PD e le sue performance in Aula. Genovese ha elencato una serie di “no”: no ad “alleanze statiche” con il governo della Regione, «né consociativismi occasionali, né geometrie variabili». Ed ha illustrato la sua ricetta: «Convergenze su programmi concisi centrati su un principio di base: rivalutare l’immagine della Sicilia, migliorare la produttività del suo sistema economico, innalzare i parametri dell’infrastrutturazione, creare capitale umano e sociale».

Poi l’affondo: «Abbiamo l’esigenza – ha detto Genovese – di discutere senza reticenze, ma anche di procedere senza furbizie. Non bisogna superare la sottile linea di confine tra la collaborazione in nome del riformismo e l’inciucio sottobanco».

Ignoti nella forma, i destinatari della riprovazione, ma facilmente individuabili. Genovese ce l’ha con la conduzione del gruppo parlamentare al quale rimprovera, appunto, l’inciucio.

I voti favorevoli ad alcuni disegni di legge del governo, dunque, non sono stati il risultato di una valutazione politica sulla bontà delle proposte, né un diligente tentativo di approfittare delle divisioni del centrodestra per fare prevalere scelte dello stesso PD, ma accordi sottobanco.

Perciò sul rapporto col governo di Lombardo secondo Genovese «é necessario dire parole chiare senza sottintesi, ammiccamenti, messaggi trasversali».

La reazione irritata del Presidente del Gruppo parlamentare PD Antonello Cracolici non si è fatta attendere: «In tutti questi mesi il gruppo del Pd all’Ars non ha mai fatto da stampella al governo Lombardo: abbiamo sempre e solo lavorato su nostre proposte, che sono state votate in parlamento».

«Credo – ha sostenuto ancora Cracolici – che questo sia il ruolo dell’opposizione ed è inaccettabile che qualcuno abbia interpretato tutto questo facendolo passare per consociativismi o inciuci».

Ogni provincia è una polveriera con lotte intestine tra gli esponenti centristi da una parte e gli ex Ds dall’altra. Con questi toni, con queste accuse pesantissime, il futuro del Pd siciliano (non molto distante da quello nazionale) è fortemente a rischio. Bisogna mettere ordine e per questo qualcuno pensa a Sergio D’Antoni alla successione di Genovese. (B.A)




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