Archivio per dicembre 2008



24
Dic
08

L’Euribor scende sotto il 3% e l’Arcigay si rivolta contro Povia

I tassi interbancari in discesa, l’appaltopoli napoletana, il crack Madoff e la rivolta dell’Arcigay contro Povia, sono le notizie del giorno che ho commentato stamattina su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire…”.

Clicca sul tasto play per riascoltarle.

GERMANY DAX

L’Euribor sotto il 3%. Giù il tasso che guida i mutui
Buone notizie per i consumatori. I tassi interbancari con scadenza tre mesi sono scivolati sotto la soglia del 3% per la prima volta dal 2006 raggiungendo il 2,99%.

dipietro01

Appaltopoli, parla Antonio Di Pietro
Il leader Idv sull’inchiesta di Napoli:  «Non c’è figlio che tenga, i magistrati vadano avanti su tutto». E sulle intercettazioni: «Sono un strumento necessario».

madoffCrack Madoff, suicidio a New York
Il crack Madoff da 50 miliardi di dollari ha fatto la prima vittima. Si è tolto la vita l’amministratore di una finanziaria che aveva in gestione 1,4 miliardi di dollari.

povia1Sanremo, è già polemica. L’Arcigay contro Povia
Secondo l’Arcigay la canzone di Povia, “Luca era gay”, conterrebbe posizioni omofobe e per questo motivo l’associazione è pronta a bloccare il Festival.

23
Dic
08

Sei stato nominato! Un Grande Fratello per scovare gli evasori

soldi_magoOtto pagine, 12 articoli, un allegato tecnico, qualche tabella e un titolo : “Convenzione tra Inps e Agenzia delle entrate”.

Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua e il direttore dell’agenzia delle Entrate Attilio Befer assicurano una nuova concreta stagione della lotta all’evasione; e siccome Inps ed Agenzia delle Entrate fanno affluire ogni anno nelle casse dello Stato un fiume di circa 620 miliardi di euro tra gettito erariale e contributivo (cioè qualcosa come più di un terzo del prodotto interno lordo dell’Italia), se insieme si spendono in un’affermazione così pesante ed impegnativa, forse è opportuno prenderli sul serio.

Inps ed Entrate a cui si affianca Equitalia, la società della riscossione tributaria, finalmente decidono di parlarsi e di fare fronte comune contro gli evasori. Detto in modo un po’ scontato, diventano il Grande Fratello antievasione d’Italia. Vista da questa angolazione la novità può risultare davvero dirompente.

Nei database dei due enti ci sono i profili di milioni di soggetti, persone fisiche ed imprese, miliardi di dati su redditi, dichiarazioni fiscali, contratti di appalto, risultati di accertamenti e verifiche, codici di conti correnti, presenze di collaboratori domestici, patrimonio, case, terreni, auto, imbarcazioni, partite iva, vita delle imprese, passaggi di proprietà, numero di dipendenti, contributi versati. Un bendiddio di notizie da mandare in sollucchero qualsiasi centrale di intelligence del mondo, un tesoro di informazioni che se ben raffrontate ed incrociate possono davvero far male agli evasori. Finora quei dati sono stati in sonno, utilizzati poco e male. L’Inps aveva le sue schede raccolte ed elaborate fin dai tempi in cui presidente era Gianni Billia, e se le teneva strette. L’Agenzia idem.

Stessa solfa per le ispezioni, 150 mila circa quelle dell’Inps, 115 mila delle Entrate. Finora ognuno lavorava per sé e le informazioni raccolte con fatica sul campo e con costi spesso notevoli restavano rigorosamente separate, quasi mai tempestivamente incrociate. Ora anche il lavoro degli ispettori è concordato e diventa patrimonio comune.

Lo scambio di notizie, che era l’eccezione, ora diventa la regola. La novità sembra piacere anche ad altri pezzi della macchina statale. Per esempio i dirigenti dell’Inail hanno già fatto informalmente sapere che vorrebbero essere della partita e non è affatto escluso che possano diventare in tempi brevi il terzo soggetto dell’accordo. Ed anche questo è un fatto dirompente per la sonnacchiosa macchina statale se si considera che finora Inps ed Inail, due enti se non proprio fratelli quanto meno parenti stretti, si sono di fatto quasi ignorati, come se appartenessero a due galassie diverse.

Nei prossimi mesi vedremo se e quanto la scelta effettuata darà davvero i risultati sperati assestando un colpo significativo all’evasione fiscale e contributiva.(B.A)

22
Dic
08

A Natale i consigli dell’esperto per non ingrassare

nataleSono in arrivo le tentazioni. Perché il Natale oltre a portare in casa i regali, i parenti e gli addobbi porta anche tanto cibo. Ma ogni anno si ripresenta lo stesso problema: cercare di limitare i chili di troppo. «Non bisogna avere paura di ingrassare perché il Natale è un’occasione per condividere tutto con amici e parenti, anche il cibo. Rinunciare ai piaceri della tavola – spiega il professor Luigi Pinci (in diretta alle 10.15 – tutti i martedì su Antenna dello stretto), medico nutrizionista – è un dolore per se stessi e per gli altri. Allora nessun senso di colpa se durante la Vigilia, il Natale e Santo Stefano si è mangiato troppo, basta un po’ di moderazione nei giorni successivi. Stesso discorso vale per Capodanno e per il primo dell’anno ma, poi, di nuovo contegno fino all’Epifania».

Mangiando in maniera abbondante si può avere un aumento di peso che può oscillare da un minimo di tre Kg a un massimo di cinque. «E ad aumentare – continua Pinci – non sono solo i liquidi ma anche una piccola percentuale di massa muscolare». Ma basta seguire poche regole e l’organismo non ingrasserà troppo. Mangiare sì, ma attenzione a non esagerare quando si è lontani dai pranzi e dalle cene che ci impone la festività.

Il programma alimentare. Il Prof. Luigi Pinci propone un programma per il periodo natalizio. Vanno alternati tre regimi alimentari: una dieta di base, una libera e una di compenso. La dieta di base, sia per un soggetto sano sia per chi segue una dieta ipocalorica (dimagrante), è costituita da un’alimentazione corretta che rispetti il giusto equilibrio tra proteine, carboidrati, zuccheri e grassi, includendo anche vitamine e sali minerali. «Per compensare i cosiddetti ‘strappi’ invece – continua il nutrizionista – si può seguire una dieta da 800-900 calorie». Ma chi deve comunque prestare attenzione a ciò che mangia sono: gli ipertesi, che devono evitare i cibi salati; i diabetici, a cui si richiede di limitare i dolci; gli ‘obesi’ e le persone in sovrappeso che devono seguire un’alimentazione corretta nei giorni feriali.

Lo schema da seguire. Se per il 22 dicembre va bene un’alimentazione corretta, il giorno prima della Vigilia è meglio mantenersi sule 800-900 calorie. E il pranzo del 24 invece si può rispettare la propria dieta di base e la sera godersi la festa con amici e parenti. Stesso discorso per il giorno di Natale e per quello di Santo Stefano. Mentre il 28 dicembre il medico consiglia di seguire una dieta di base, il 29 quella di compenso e il 30 di nuovo quella di base. Il 31, invece, a pranzo bisogna seguire il pasto della dieta di compenso e la cena è libera, così come tutto il primo gennaio.

A seguire: il due e il cinque serve la dieta di compenso, il tre e il quattro quella di base, alla Befana si può mangiare liberamente, per poi proseguire il sette con la dieta antistrappi.

DIETA ANTISTRAPPI (800-900 CALORIE)

Colazione
Un bicchiere di latte parzialmente scremato con caffè oppure del succo di frutta o in alternativa un tè, una fetta biscottata o 2 biscotti. A chi beve tè è concesso un cucchiaino di marmellata.

Spuntino di metà mattina
Un mandarino o un cappuccino o un tè con una fetta biscottata.

Pranzo
Secondo piatto: tonno sott’olio sgocciolato (una confezione da g 80) o un uovo, o formaggio light (g 70).

Contorno: verdure a piacere, evitando legumi, patate e mais. La verdura può essere sostituita con un frutto a fine pasto.

Condimento per il contorno: un cucchiaino da tè extravergine di oliva.

Pane: gr. 40 (mezza rosetta)

Spuntino del pomeriggio

Un mandarino o un cappuccino o un tè con due biscotti secchi.

Cena
Secondo piatto:
una porzione a base di carne o di pesce (g 130) oppure petto di pollo (g 130).
Contorno: verdure a piacere, evitando legumi, patate e mais. La verdura può essere sostituita con un frutto.

Condimento per il contorno: un cucchiaino da tè di olio extravergine di oliva.
Pane:
g 40 (mezza rosetta)

Oppure
Latte parzialmente scremato (g 100), un cucchiaio di zucchero, g 100 di panettone.(B.A.)

21
Dic
08

I Tassi sui mutui diminuiscono, ma non lo spread.

stor_13871811_43310Il calo dei tassi di interesse porta con sè una “dote” insperata per le famiglie italiane, un bonus che può arrivare fino a 3.400 euro all’anno. A tanto ammonta il risparmio a vantaggio di chi ha contratto un mutuo a tasso variabile, calcolato fra il momento di massimo rialzo dell’Euribor e il valore attuale. Secondo le associazioni dei consumatori le banche non trasferiscono però sui clienti tutti i vantaggi della discesa dei tassi di interesse, con l’Abi che ricorda invece come gli spread dei mutui in essere siano fissati dal contratto e quindi impossibili da modificare.

Il picco dell’Euribor a tre mesi è stato toccato il 9 ottobre scorso al 5,39%: a quei valori la rata di un mutuo da 200.000 euro a 30 anni (a tasso variabile con uno spread dell’1%) aveva raggiunto un massimo di 1.250 euro al mese. Oggi, dopo 50 sedute di cali consecutivi e l’Euribor sceso al 3,08%, la stessa rata vale 964 euro, con un risparmio di 286 euro al mese, pari a 3.432 euro l’anno. Se i risparmi sono più consistenti per mutui di lunga durata ed importo elevato, non sono certo da trascurare quelli su mutui a durata e importo minori: su un finanziamento da 100.000 euro a 20 anni il risparmio è di “soli” 129 euro al mese (dai 739 euro di ottobre, la rata è scesa a 610 euro), pari comunque a 1.548 euro all’anno.

Per chi accende un nuovo mutuo, però, rimane l’incognita spread, ovvero la maggiorazione applicata sul tasso Euribor, che varia in maniera decisa da banca a banca. Attraverso le simulazioni di MutuiOnLine, si nota come gli spread applicati su un mutuo da 100.000 euro a 20 anni varino da un minimo dello 0,52% ad un massimo di un +1,39%. Con una rata che di conseguenza può passare da 585 a 631 euro, con una differenza di 46 euro al mese e 552 euro in un anno. Ed è proprio su questo punto che si concentrano i consumatori:«Le banche continuano a manovrare a proprio piacimento gli spread, che adesso continuano ad aumentare» in modo da «conservare elevati i propri guadagni», dichiarano Adusbef e Federconsumatori, sottolineando che i risparmiatori italiani sono già costretti a «pagare sul mutuo uno 0,54% in più rispetto alla media europea». Alla fine di un mutuo di 100.000 euro a 30 anni, spiegano le sigle, «un mutuatario dovrà pagare 14.000-16.000 interessi in più».

Gli spread sui mutui in circolazione sono definiti dal contratto e, pertanto, non possono essere oggetto di variazione, se non ristrutturando il finanziamento, rispondono dall’Abi. Sui nuovi mutui, invece, sottolineano, come non sia «incoerente» che in una fase caratterizzata da elevata rischiosità come questa gli spread vengano ritoccati al rialzo. Con il crollo della produzione industriale aumenta il rischio di fallimento delle imprese e con esso anche quello associato ai lavoratori impiegati nelle stesse, che possono vedere il proprio reddito ridotto a causa della cassa integrazione o addirittura azzerato in caso di licenziamento.(La Stampa.it)

20
Dic
08

Per i bimbi pronti a spendere e spandere

482ecdc531dc0_zoom La moda dedicata ai più piccoli non arresta la sua avanzata e le famiglie non badano a spese pur di vestire il figlio con l’ultimo modello di sneaker firmate o gli occhiali da top gun come quelli del papà. Il mondo dell’infanzia è in fermento; nelle metropoli come nell’opulenta provincia spuntano nei centri commerciali e negli aeroporti negozi per bambini supergriffati con una missione dichiarata: far cassa accontentando piccoli col vizio del lusso, adolescenti logo dipendenti, e genitori che non sanno dire no, o che sono soliti ostentare lo status.

Così, anche se le nascite in Italia continuano a calare, cresce il comparto della moda-bimbo che studia tutto un mondo a dimensione baby, meglio se eticamente lussuoso.Maglie anallergiche e in cotone biologico non trattato chimicamente, scarpine senza cuciture interne, tessuti skincare che fungono da filtri solari, e cashmere pregiato coniugato dal girocollo come quello del padre alle pantofole.

«Abbiamo implementato e sviluppato la linea bambino grazie all’accordo con la Mafrat, azienda specializzata nella produzione di capi per bambini, e questo perché il successo nelle vendite dei capi in cashmere e materiali nobili ha superato ogni aspettativa. Infatti la linea è passata da 0-6 mesi fino a 0-14 anni»commentano dal quartier generale di Malo, marchio che da sempre ha fatto dei filati pregiati un segno distintivo.
Ora che il mercato-bimbo si è rivelato spesso prezioso per compensare l’impasse della moda, sono molti i marchi che affollano l’area. Il nome Giorgio Armani è però presente dall’83 con la linea Junior, un precursore. «Mi piace osservare i bambini, vedere come giocano e si muovono per la strada. Con la loro ingenuità e l’inarrestabile vitalità mi suggeriscono da sempre collezioni molto variegate, per mille occasioni diverse: scuola, gioco, sport, i primi incontri sociali. Dedico molta attenzione alle forme, ma anche ai materiali, che devono essere morbidi, resistenti e molto pratici» dice lo stilista.
Altro marchio da villaggio globale, Dolce&Gabbana: i due stilisti firmarono il corredino della figlia di Madonna, e nel 2001 hanno creato la collezione D&G Junior. Una linea ispirata ai più piccoli, che segue le collezioni D&G con un uso creativo del colore, con ingenuità e freschezza” racconta Cristiana Ruella, direttore generale del gruppo. «Nel 2008 le linee D&G Junior si sono dimostrate una fetta importante per la maison arrivando al 12 per cento del totale delle vendite wholesale, con una crescita di quasi il 30 per cento rispetto all’anno precedente. Nonostante la linea Junior rappresenti già un business significativo, per il 2009 è prevista un’ulteriore crescita del 15 per cento»continua Ruella, che ammette che è la fascia lusso a trainare il segmento con abitini in tulle che superano i 400 euro.

Le collezioni dedicate si trasformano così in linee miniaturizzate, clonazioni del guardaroba di mamma e papà. E in Italia le antenne del fashion business da 0 a 14 anni sono tutte puntate sul prossimo Pitti Bimbo di gennaio (dal 22 al 24), la fiera dedicata al mondo dell’abbigliamento per bambino che si svolge due volte all’anno a Firenze, per presentare le novità di stagione come avviene per la moda uomo e donna.
«Nonostante una situazione diffusa a livello internazionale di consumi calanti e congiunture economiche negative nei paesi più importanti, a Pitti Bimbo il dinamismo del childrenswear si è percepito in modo chiaro: molto apprezzati i nuovi progetti ecologici e le ricerche di materiali tecnici nelle collezioni, segno che il settore sta evolvendo molto in termini di qualità produttiva, nei servizi e nelle modalità di consumo» afferma Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine.

I dati Smi, Federazione tessile e moda, sembrano confermare la tesi di Napoleone visto che il 2007 si è rivelato un anno positivo per il comparto dell’abbigliamento junior, che ha così proseguito il recupero iniziato nel 2005. Il fatturato ha superato i 2,6 miliardi di euro, registrando una crescita del 4,6 per cento, ben superiore rispetto ai ritmi sperimentati dal segmento abbigliamento nel suo complesso (+3,4 per cento).

Avvisati i genitori: sarà duro dire no alla vanità delle bambine e al machismo dei maschietti, senza contare la tentazione di vestire i propri figli con pezzi che noi amiamo, uguali ai nostri, ma in miniatura. (B.A.)

18
Dic
08

La principale causa di ricoveri al pronto soccorso? gli SMS

smsScrivere o leggere sms mentre si fanno altre attività è la principale causa di ricoveri al pronto soccorso (lo dice anche l’American College of Emergency Physicians).

È d’altronde evidente che se scrivete su una tastiera microscopica, non vi sarà possibile usare entrambe le vostre mani per altri scopi (come guidare) e non potrete vedere nulla al di fuori dei vostri palmi.

Tuttavia è proprio la disattenzione verso ciò che ci circonda che causa savariati tipi di incidenti partendo da una semplice scivolata, passando per una caviglia storta, proseguendo con un investimento di un pedone e finendo con un incidente mortale.

Ok adesso fermati un attimo e rifletti: quale sms è così importante da rischiare la proprio vita o quella di un passante casuale?

17
Dic
08

PD alla resa dei conti: quale strategia dietro l’accanimento giudiziario?

veltroni«Ogni volta che il vecchio si aggrappa ai nostri piedi, paghiamo un prezzo» ha spiegato il leader del Pd all’assemblea dei deputati durante l’ora di pranzo e poi, nelle chiacchierate informali con lo staff più ristretto, è stato più esplicito: «Trovo sbagliato quel malefico approccio politicista secondo il quale noi finiamo per pagare l’alleanza con questo o la mancata alleanza con quell’altro. La verità è che quando ci presentiamo come qualcosa di nuovo, veniamo premiati. Per questo è arrivato il momento di imporre un profondo rinnovamento di tutta la classe dirigente locale e nazionale».

Facile a pensarsi, abbastanza facile a dirsi, più complicato a realizzarsi. Ma se davanti alla decisiva Direzione del 19 dicembre, Veltroni terrà fermo il suo progetto, l’idea è quella di proporre una procedura realmente innovativa (e destabilizzante per i tanti establishment diffusi): a livello locale, tante elezioni primarie quanti sono i comuni nei quali si voterà ai primi di giugno.

Insomma, davanti al possibile risorgere di una vera questione morale (stavolta col Pd nell’occhio del ciclone anziché il Psi o la Dc), il nuovo partito si prepara a scegliere la stessa ricetta nuovista che nel 1992-94 consentì al Pds di Achille Occhetto di restare indenne dal contagio giudiziario.
C’è un dubbio che aleggia in casa Pd: le copertine dell’Espresso (“Compagni Spa”), l’atteggiamento giornalistico de La Repubblica preparano uno schema tipo 1992? Con Di Pietro “usato” oggi con lo stesso scopo svolto allora dalla Lega? Fare piazza pulita, stavolta a sinistra, del “vecchio”? Per ora si tratta di domande inconfessabili, ma al Pd se le fanno. (B.A.)




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