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Dic
08

Sicurezza sul lavoro, la paura fa novanta

tragedia-sul-lavoro-a-settimo-milanese-8Un lavoratore su due ha paura per la propria salute. Non c’è solo la crisi, il potere d’acquisto perduto, il timore di non avere più un posto fisso. A preoccupare i lavoratori italiani c’è anche lo spettro degli incidenti e delle malattie. Secondo un’indagine Istat, sono oltre 10 milioni gli occupati (pari al 44 per cento, su un totale di 23 milioni di lavoratori) che sentono di essere a rischio. Sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Dunque, incidenti e infortuni, ma anche mobbing e ritorsioni, sofferte soprattutto, dice l’Istat, dalle «donne che lavorano nella pubblica amministrazione, in particolare per le posizioni dirigenziali e quelle di più basso profilo (operaie e collaboratrici)».

L’indagine Istat si riferisce al periodo aprile-giugno 2007, quando gli infortuni sul lavoro sono stati 1 milione e 66 mila. A sentirsi maggiormente a rischio sono i lavoratori stranieri «in particolare per quelli di natura fisica (46,7% contro 36,7%) e in misura più lieve per quelli psicologici (19,1% contro 17,3%)». Il rischio percepito probabilmente è più alto perché sono gli stranieri a lavorare nei settori più colpiti da incidenti, quello manifatturiero, quello dell’edilizia e dei trasporti. Ma si sente molto in pericolo anche la categoria dei collaboratori «che con il 6,6% mostrano il valore più alto per quanto riguarda i fenomeni di prepotenza e discriminazione, elemento che evidenzia la debolezza della loro posizione contrattuale».

mortibianche01gA commentare questo dato inquietante è Lillo Oceano, della Cgil di Messina, secondo il quale «l’indagine conferma che c’è bisogno di più intervento sia normativo che di vigilanza e che tutti devono essere impegnati a raggiungere il condivisibile obiettivo europeo di “promuovere un vero benessere sul luogo di lavoro”».

Infine, un brutto presentimento: «Ci chiediamo – dice la sindacalista – quanti lavoratori e lavoratrici che hanno subito un infortunio, o che soffrono di una malattia di origine professionale, riusciranno a trovare lavoro se il Governo, come è intenzionato a fare, supererà il divieto di visita preassuntiva da parte del medico aziendale».(B.A)


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