Archivio per dicembre 2008

31
Dic
08

La nuova Alitalia brinda con lo spumante delle Winx

La nuova Alitalia, la sicurezza sul lavoro, le malattie più incredibili, lo spumante delle Winx e il Capodanno alternativo di Facebook, sono le ultime notizie del 2008 che ho commentato stamattina per voi su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire…”.

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cai-alitaliaCambia nome la Cai, ora è di nuovo Alitalia
L’assemblea di Cai ha deliberato la modifica della denominazione sociale: dal 13 gennaio la società si chiamerà semplicemente Alitalia e non Nuova Alitalia.

lavoro_incidentiSicurezza, la paura dei lavoratori italiani
Non c’è solo la crisi e il timore di non avere più un posto fisso. A preoccupare i lavoratori italiani c’è anche lo spettro degli incidenti e delle malattie.

aliceLa sindrome di Alice e le malattie incredibili
Dalla sindrome della mano aliena a quella dell’accento straniero. Esisterebbero malattie che potrebbero essere parte di una storia inventata.

winxIl Codacons contro lo spumante delle Winx
L’associazione dei consumatori ha chiesto il sequestro della bibita Winx Club Party, per la presenza di sostanza potenzialmente pericolose.

capodanno1Il Capodanno al buio  targato Facebook
Per salutare l’anno nuovo il popolo di Facebook punta sugli incontri al buio. Tanti gruppi e un meccanismo organizzativo semplicissimo.

30
Dic
08

Sicurezza sul lavoro, la paura fa novanta

tragedia-sul-lavoro-a-settimo-milanese-8Un lavoratore su due ha paura per la propria salute. Non c’è solo la crisi, il potere d’acquisto perduto, il timore di non avere più un posto fisso. A preoccupare i lavoratori italiani c’è anche lo spettro degli incidenti e delle malattie. Secondo un’indagine Istat, sono oltre 10 milioni gli occupati (pari al 44 per cento, su un totale di 23 milioni di lavoratori) che sentono di essere a rischio. Sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Dunque, incidenti e infortuni, ma anche mobbing e ritorsioni, sofferte soprattutto, dice l’Istat, dalle «donne che lavorano nella pubblica amministrazione, in particolare per le posizioni dirigenziali e quelle di più basso profilo (operaie e collaboratrici)».

L’indagine Istat si riferisce al periodo aprile-giugno 2007, quando gli infortuni sul lavoro sono stati 1 milione e 66 mila. A sentirsi maggiormente a rischio sono i lavoratori stranieri «in particolare per quelli di natura fisica (46,7% contro 36,7%) e in misura più lieve per quelli psicologici (19,1% contro 17,3%)». Il rischio percepito probabilmente è più alto perché sono gli stranieri a lavorare nei settori più colpiti da incidenti, quello manifatturiero, quello dell’edilizia e dei trasporti. Ma si sente molto in pericolo anche la categoria dei collaboratori «che con il 6,6% mostrano il valore più alto per quanto riguarda i fenomeni di prepotenza e discriminazione, elemento che evidenzia la debolezza della loro posizione contrattuale».

mortibianche01gA commentare questo dato inquietante è Lillo Oceano, della Cgil di Messina, secondo il quale «l’indagine conferma che c’è bisogno di più intervento sia normativo che di vigilanza e che tutti devono essere impegnati a raggiungere il condivisibile obiettivo europeo di “promuovere un vero benessere sul luogo di lavoro”».

Infine, un brutto presentimento: «Ci chiediamo – dice la sindacalista – quanti lavoratori e lavoratrici che hanno subito un infortunio, o che soffrono di una malattia di origine professionale, riusciranno a trovare lavoro se il Governo, come è intenzionato a fare, supererà il divieto di visita preassuntiva da parte del medico aziendale».(B.A)

30
Dic
08

L’Italia ha fame e la politica che fa???

berlusconi_veltroni324x230Famiglia Cristiana nel primo numero 2009 richiama la politica ad occuparsi dei problemi concreti; primo fra tutti la condizione economica delle famiglie.
Maggioranza e opposizione invece di cosa discutono? Di federalismo, presidenzialismo e intercettazioni. Dunque mentre gli italiani hanno fame la politica resta lontana dai bisogni delle gente.
«L’Italia ha tanti problemi e alcuni urgentissimi – scrive ancora la rivista –:  lavoro, pensioni, scuola, immigrazione. Tutti temi che si intrecciano in un luogo preciso della nostra vita individuale e sociale: la famiglia». (B.A)

30
Dic
08

Cocaina e facebook le droghe più usate nel 2008

L’uso di cocaina e la crisi dei mercati, i campioni hi-tech 2008, la singolare iniziativa dei pensinati genovesi per non far chiudere l’ufficio postale e l’arrivo in titardo del nuovo anno, sono le notizie del giorno che ho commentato stamattina su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire…”.

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cocainaL’uso di cocaina ha contribuito alla crisi
L’uso da parte di operatori della finanza può avere contribuito alla crisi. Possibile che le decisioni siano state alterate dagli effetti della droga.

face_iphoneFacebook e Iphone campioni hi-tech 2008
Il social network più frequentato del web e il melafonino della Apple sono in assoluto i campioni hi-tech 2008, anche in Italia.

posteIn fila per evitare la chiusura dell’ufficio postale
Singolare iniziativa a Genova da parte di un gruppo di pensionati per evitare la chiusura dell’ufficio postale. Tutti i fila a fare domande.

orologioIl 2009 arriverà con un secondo di ritardo
I responsabili mondiali dell’ora esatta hanno aggiunto un secondo al 2008 per adeguare gli orologi al rallentamento della rotazione terrestre.

29
Dic
08

Le province siciliane resistono anche al terremoto

Il terremoto del 1908, la Regione Sicilia che dice “no” all’abolizione delle Province, la tragicomica vicenda del ladro condannato ai domiciliari su una panchina e lo scandalo della multinazionale delle tangenti, sono le notizie del giorno che ho commentato stamattina su Radio Antenna dello Stretto nel corso di “Non le mando a dire…”.

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terremoto_19081908-2008, la lunga notte del ricordo
Cento anni fa il terremoto che distrusse Messina e Reggio. Tante celebrazioni, ma a distanza di un secolo per la città peloritana non è cambiato nulla.

province_siciliaSicilia: no all’abolizione delle Provincie
Costano 890 milioni, basterebbe un tratto di penna. Ma vota all’atto della votazione per abolirle, solo il Partito democratico vota sì.

panchina_ladroCondannato ai domiciliari su una panchina
Clamorosa decisione del tribunale di Milano: nemmeno il fratello ha voluto accogliere il 35enne ladro. Dopo una notte al gelo un’amica l’ha ospitato in casa.

siemensSiemens, la multimazione delle mazzette
C’è un filone italiano nello scandalo di corruzione della tedesca Siemens. Si tratta di pagamenti “sospetti” effettuati attraverso la consociata italiana del gruppo.

27
Dic
08

Isole Eolie senza collegamenti dal 1 gennaio 2009

foto-siremar

«Siamo alla vigilia di una crisi senza precedenti. Se le attuali disposizioni previste in finanziaria per il rinnovo del contratto di servizio fra Stato e Tirrenia per i trasporti marittimi dovessero essere applicate, la Siremar potrebbe dichiarare fallimento gia’ dal 1 gennaio del 2009». A pronunciare questa nefasta previsione è il segretario regionale della Fit Cisl Sicilia, Amedeo Benigno, per il quale i collegamenti via mare con l’arcipelago delle Eolie rischierebbero dunque di subire un gravissimo ridimensionamento. Infatti «con le attuali disposizioni – dichiara il sindacalista – saranno tagliate quattro rotte su cinque», e ben mille lavoratori della compagnia di navigazione potrebbero subire il licenziamento.

Il 31 dicembre 2008 scadrà la convenzione fra lo Stato e la Tirrenia. Sono attualmente in corso le procedure per il rinnovo, che tuttavia dovrà farsi carico e rispettare le disposizioni previste in finanziaria in merito al taglio delle tratte sociali, cioè quei collegamenti finanziati parzialmente da Roma. Pertanto, secondo Benigno «è necessario un tavolo tecnico fra ministero dei Trasporti, Regione e sindacati o sara’ troppo tardi».

«Le conseguenze immediate sono evidenti: Tirrenia scarichera’ i tagli sulle compagnie controllate, ovvero le societa’ di navigazione regionale. Per Siremar – conclude l’esponente della Cisl – si profila una sola tratta sociale con evidenti disastri per i collegamenti, per il turismo e per l’occupazione».

Nel frattempo si sono riuniti nei giorni scorsi, al comune di Lipari, diversi componenti del neo-nato comitato per mettere a punto e seguire passo-passo la sempre più drammatica situazione dei collegamenti marittimi Siremar, anche a seguito delle notizie a dir poco sconfortanti, giunte direttamente dalla direzione palermitana della Siremar che annuncia lo stop dei servizi il 14 gennaio prossimo.

«Nessuna notifica di proseguimento dei collegamenti, anche in maniera ridotta – ha dichiarato  il direttore della Siremar Pietro Giglio – è giunta alla nostra attenzione, e dunque al momento la situazione è questa”. Una situazione che sta creando sempre più allarme e demoralizza soprattutto gli operatori economici e turistici, oltre che gli amministratori comunali. Nel corso della riunione del comitato sono state valutate tutte le ipotesi di protesta da mettere in atto prima del 14 e per evitare quella che potrebbe essere la fine per le isole Eolie, ma anche per le altre isole minori siciliane. La decisione finale sarà presa all’unanimità dal comitato. Si dovrà decidere come procedere: una manifestazione dei sindaci a Roma legati con catene con i rispettivi gonfaloni a lutto, ed in concomitanza uno sciopero generale di tutte le attività a Lipari.

Il governatore suddista Lombardo e l’assessore Bufardeci dicano a che punto è il confronto con il governo nazionale sul futuro della Siremar e, in attesa che si definisca la privatizzazione della Tirrenia(voluta a tutti i costi dall’armatore Daponte – uno dei 16 furbetti del’aeroplanino CAI) , si attivi immediatamente per garantire continuità nei collegamenti con le isole Eolie; in quanto la condizione attuale dei collegamenti marittimi è già inadeguata alla domanda dei cittadini e degli operatori turistici.(B.A)

26
Dic
08

Per salvare il lavoro dalla crisi basta regalare 10 giorni

foto-operaioPiace, sia di qua che di là. Ai politici e anche ai sindacati. Ultima apertura (in ordine di tempo) quella della Cgil; e così Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, fa subito sapere che la proposta – suggerita dal modello tedesco – «lavorare anche meno, pur di lavorare tutti» è anche la sintesi del piano del governo per salvare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi. E anche dall’opposizione arriva il plauso per questa proposta.

Sacconi sintetizza: «A differenza della Germania noi abbiamo già un robusto sistema di ammortizzatori sociali che ci consente di spalmare un minor carico di lavoro su più persone. Questa è la funzione della cassa integrazione a rotazione e non a zero ore, e della stessa cassa integrazione ordinaria». Sacconi inoltre conferma che il piano prevederebbe che una persona potrebbe lavorare quattro giorni e gli altri due restare in cassa integrazione, e spiega: «Sì,  si può andare in cassa integrazione per una parte della settimana e lavorare per la restante. Ma penso anche ai contratti di solidarietà». Questo «vuole dire anche -continua Sacconi- meno salario ma non dimentichiamoci che ci sarà l’integrazione del sostegno al reddito. Alla fine la perdita sarà minima». Chi non è d’accordo sembrano essere gli industriali del nord-est attraverso le parole di Andrea Tomat: «Altro che lavorare meno: questo è il momento di lavorare di più, e magari anche gratis per qualche giorno da regalare al Paese». La ricetta di Andrea Tomat, presidente della Fondazione Nordest e fra pochi giorni al vertice di Confindustria, è diversa da quella proposta dal governo e dal ministro Sacconi. Tomat invita a investire e non a frenare, ritenendo quindi più utile aumentare la produzione «lavorando dieci giorni in più per risanare i conti del Paese. E dunque, «se qualcuno pensa di lavorare meno a parità di stipendio, è fuori dalla realtà».Tomat ritiene che la crisi «sarà brutta» ma la reazione c’è già stata e ciò porta a credere «che non avrà effetti catastrofici».
Il prossimo presidente degli industriali del Veneto consiglia ai politici «di farsi sentire di più» mentre annuncia che gli imprenditori «tireranno fuori i denti».

Chissà cosa ne penserà l’ex socialista e  attuale ministro del lavoro Maurizio Sacconi, che incassa il placet della Cgil e soprattutto di Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione) e non quello – all’unisono – del partito di Emma Marcegaglia (B.A)




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